mercoledì 14 gennaio 2009

Sending out an S.O.S.

Mai come ora vorrei che il limbo fosse soltanto uno spensierato ballo di gruppo utilizzato come espediente alle feste per ridicolizzare gli invitati ubriachi e distrarli dal fatto che sono finiti gli alcolici.

E invece no.
Per me "limbo" in questo momento non è altro che l'unica e impietosa definizione atta a descrivere la condizione in cui mi trovo a vivere attualmente.

So dov'ero, so dove sono, non so dove sarò né cosa farò.

Non che io non apprezzi l'eccitante imprevedibilità dell'esistenza umana, anche se spesso può essere piacevole come un cactus che spunta all'improvviso nel bidet un istante prima dell'uso, è solo che a questo tipo di situazioni il mio organismo reagisce in un unico modo: generando ansia a ritmo incessante.

E per quanto mi faccia piacere che, grazie al mio contributo economico, i produttori di valeriana, tabacco e Maalox abbiano potuto vedere laurearsi i loro figli, ammetto che a volte un po' di razionalità e di nervi saldi renderebbero tutto molto più semplice.

Inutile precisare che l'ipertensione cronica è inoltre simpaticamente permeata da un alone di pessimismo cosmico in grado di raggiungere livelli da record.
Per rendere l'idea: se fossi un prestigiatore eviterei di guardare nel cilindro per paura di trovare il coniglio morto.

Ad ogni modo, devo essere sincera.
Io non so quale recondita area del mio cervello continui a pulsare mentre il resto del corpo ammuffisce in uno stato di catatonico negativismo, ma da qualche parte dentro di me sopravvive la convinzione che tutto andrà per il verso giusto, e se qualcosa non va vuol dire che era destino.

Peccato che quest'ultima affermazione faccia rabbrividire la mia proverbiale scaramanzia, costringendomi ad andare in giro con le mutande al contrario almeno per altre due settimane.

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8 commenti:

Anonimo insospettabile ha detto...

Come invertire la rotta delle nostre paure, sciogliere i nodi del malessere, sfondare i muri dell'incubo?
Agendo, compiendo un atto paradossale che scuote l'immobilità patologica di cui siamo prigionieri...

Alejandro Jodorowsky

Bubu ha detto...

Sei veramente insospettabile...e ciò ti rende ancor più fico.

Angelo azzurro ha detto...

Su con la vita! Capita a tutti di avere dei momenti neri, ma come ha detto anomino l'importante è agire e non subire passivamente!

sushibarista ha detto...

Ma quante belle cose in comune che ritrovo in quello che scrivi.

Non posso dirti che andrà tutto meravigliosamente, ma di certo ti trovi in una barca piuttosto affollata.
(E' già qualcosa?)

Ciao Bubu :)

R

Bubu ha detto...

Sì, ho constatato anche io che ci troviamo in un bel barcone zeppo di gente.
Stando così le cose, potremmo unire le nostre forze e organizzare un ammutinamento...
Postilla: questa mattina sei stata artefice di due mie grosse lacrime di commozione.
Una è scesa quando ho visto che mi avevi addirittura quotata sul tuo blog; l'altra quando mi sono accorta che solo il giorno prima avevi citato una delle canzoni che hanno un posto d'onore nella mia vita.
Che altro dirti se non...grazie?! :D

Anonimo ha detto...

bubuz sei sempre buffissima sia nella realtà sia nelle cose che scrivi. se dovessi fare un commento come quelli di e mule scrivere: ottimo, pista audio e pista video perfettamente coordinate, si vede benissimo. ma visto che non siamo su e mule queste cose le devi tradurre secondo il momento opportuno!!topo

Anonimo ha detto...

l'anonimo sopra a questo messaggio sono io, cioè,;. è un avviso.
ricominciamo... l'anonimo sopra a questo messaggio è tua cugina che non ha potuto resistere...

Bubu ha detto...

Topo sei un mito.